Leggero, questo omonimo esordio dei Field Music: pop fresco e divertito - persino autoironico ? - e al contempo potenzialmente incosistente. I dodici pezzi che compongono la scaletta, nel bene e nel male, finiscono perlopiù per collocarsi lungo quel confine ambiguo che separa la gradevolezza dal divertissement, il guizzo rapido dall'incompiutezza. Una certa personalità si direbbe esserci, ma fondamentalmente solo in potenza: la musica dei nostri (forte di rimandi ai Beach Boys e agli XTC, come puntualizza giustamente OndaRock) incuriosisce ma rischia di non appagare, ferma come sembra allo stadio di bozzetto sia sul piano della sostanza che su quella della forma. Le canzoni scivolano piacevolmente, ma perlopiù senza lasciare il segno, penalizzate peraltro - a mio modo di vedere - dalla reiterazione di quello che a tratti si direbbe un unico arrangiamento, elettrico sì - e solarmente - ma con venature acustiche qua e là. In definitiva un album curioso, sul quale - chissà ? - si rischia magari di dover riflettere in futuro "con il senno del poi": potrebbe preludere a qualcosa di buono? http://www.field-music.co.uk/