Ci sarebbero da scrivere fiumi di parole sul collettivo Elephant 6. Sulla dozzina (ma che dico dozzina! saranno ormai una trentina) di bands che lo compongono, sulla loro musica e sui loro affascinanti progetti. Indie(pendentissimi) da tempi non sospetti, fuori da ogni logica commerciale, fuori moda per scelta, anarchici, caotici, geni. Olivia Tremor Control, Neutral Milk Hotel, Apples In Stereo, The Sunshine Fix e A Hawk And A Hacksaw sono solo alcune delle bands che, insieme agli Elf Power, formano il gigantesco collettivo statunitense, all'occorrenza anche etichetta discografica. Ho rinunciato sin da subito a fare chiarezza sulle dinamiche interne delle varie bands: tra gruppi fondati e subito sciolti, collaborazioni trasversali, ospitate, dischi solisti e continui scambi di musicisti che vanno e vengono da un gruppo all'altro - suonando magari ogni volta uno strumento diverso in un album diverso -, mi è apparso pressochè impossibile ricostruire in maniera ordinata le loro discografie. Se poi nel sito ufficiale sotto il link "discography" compare da secoli la scritta "cooming soon" non posso proprio farci nulla. Mi limito quindi a segnalarvi tre album fondamentali dell'Elephant 6. Su tutti In The Aereoplane Over The Sea dei Neutral Milk Hotel (1998), il classico disco che mi porterei nella classica isola deserta e del quale (ne sono certo) non mi stancherei mai. Se non lo conoscete, vi prego, ascoltatelo. Poi Music From The Unrealized Film Script: Dusck At Cubist Castle degli Olivia Tremor Control (1996), il primo album in assoluto partorito dai membri fondatori del collettivo. Un lavoro allucinante e allucinato in cui il classico pop di stampo chiaramente beatlesiano fa da sfondo a soluzioni violente, nervose e a tratti non propriamente melodiche. E infine il divertente e orecchiabile power pop di Velocity Of Sound degli Apples In Stereo (2002).