a cura di Teddi e la sua favolosa equipe di blogger

 

recensioni

- concerto - afterhours
- concerto - capossela
- concerto - degregori
- concerto - george michael
- concerto - giuliano palma & bb
- concerto - silvestri
- concerto - sisters of mercy
- emergenti - funkifize
- emergenti - nemesi
- emergenti - psychovox
- pietra miliare - creuza de ma
- pietra miliare - diamond dogs
- pietra miliare - in the aereop
- pietra miliare - switched on b
- postautunnale
- postestivo e gino
- top & flop 2006
- top ten - giugno
- varie - adattatore
- varie - inno udeur
- varie - mucchio selvaggio
- varie - radio killed
- varie - webradio
aavv
adele
adem
afterhours
air
alec empire
alejandro escovedo
anais mitchell
antimatter
apparat
apples in stereo
arcade fire
architcure in helsinki
arctic monkeys
arizona amp and alternator
ayo
band of horses
basile
bauhaus
baustelle
belle&sebastian
ben harper
bjork
bloc party
blow
boards of canada
book of knots
bravery
brett anderson
bugo
built to spill
calexico
capossela
caribou
carla bruni
caroline
cassandra wilson
cat power
charlotte gainsbourg
chumbawamba
churc
cinematic orchestra
clap your hands say yeah
clor
coco rosie
coldplay
concretes
coral
corrado rustici
coti
cristicchi
current 93
daniele silvestri
datsuns
dave gahan
david gilmour
de gregori
dears
decemberists
deerhoof
delta v
depeche mode
deus
devics
devils slingshot
di maggio
dolores oriordan
domotic
echo and the bunnymen
editors
eels
elf power
fall
far corner
field music
fiery furnaces
findlay brown
flaming lips
franz ferdinand
freddie mercury
gogol bordello
goldfrapp
goo goo dolls
good charlotte
gossip
graham coxon
grandaddy
guillemots
i love but chosen darkness
impossible shapes
interpol
islands
joan armatrading
joss stone
jovanotti
kasabian
klaxons
klima
knife
lacrus
le mani
ligabue
luca carboni
luvi de andré
madonna
magic numbers
magnetophone
mambassa
mangala vallis
marlene kuntz
marta sui tubi
matthew dear
meganoidi
mika
moltheni
morgan
morrisey
motorpsycho
muse
my awesome mixtape
my latest novel
neutral milk hotel
new pornographers
new trolls
niccolo fabi
nine horses
noisettes
offlaga disco pax
okkervil river
omar pedrini
omr
otto ohm
pacifico
parente
patrick wolf
patrizia laquidara
patti smith
perturbazione
pfm
pg six
piano magic
pigeon detectives
pinback
placebo
poni hoax
porcupine tree
pretty girl make graves
quintorigo
radio dept
rakes
razorlight
red hot chili peppers
richard butler
rocky votolato
ruggeri
russian circle
sambassadeur
samuele bersani
sigur ros
sinigallia
smashing pumpkins
snow patrol
sol seppy
spoon
stadio
starsailor
stooges
subsonica
tarwater
telex
the bad & the queen
the good
tiromancino
tool
tre allegri ragazzi morti
tunng
tv on the radio
vashti bunyan
virginiana miller
voxtrot
white stripes
winterpills
wolf eyes
wovenhand
yeah yeah yeahs
yo la tengo
zucchero

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Contatore

*loading* buone frequenze
sabato, 27 maggio 2006

ELF POWER - BACK TO THE WEB (2006 Rykodisc/IRD)
coverCi sarebbero da scrivere fiumi di parole sul collettivo Elephant 6. Sulla dozzina (ma che dico dozzina! saranno ormai una trentina) di bands che lo compongono, sulla loro musica e sui loro affascinanti progetti. Indie(pendentissimi) da tempi non sospetti, fuori da ogni logica commerciale, fuori moda per scelta, anarchici, caotici, geni. Olivia Tremor Control, Neutral Milk Hotel, Apples In Stereo, The Sunshine Fix e A Hawk And A Hacksaw sono solo alcune delle bands che, insieme agli Elf Power, formano il gigantesco collettivo statunitense, all'occorrenza anche etichetta discografica. Ho rinunciato sin da subito a fare chiarezza sulle dinamiche interne delle varie bands: tra gruppi fondati e subito sciolti, collaborazioni trasversali, ospitate, dischi solisti e continui scambi di musicisti che vanno e vengono da un gruppo all'altro - suonando magari ogni volta uno strumento diverso in un album diverso -, mi è apparso pressochè impossibile ricostruire in maniera ordinata le loro discografie. Se poi nel sito ufficiale sotto il link "discography" compare da secoli la scritta "cooming soon" non posso proprio farci nulla. Mi limito quindi a segnalarvi tre album fondamentali dell'Elephant 6. Su tutti In The Aereoplane Over The Sea dei Neutral Milk Hotel (1998), il classico disco che mi porterei nella classica isola deserta e del quale (ne sono certo) non mi stancherei mai. Se non lo conoscete, vi prego, ascoltatelo. Poi Music From The Unrealized Film Script: Dusck At Cubist Castle degli Olivia Tremor Control (1996), il primo album in assoluto partorito dai membri fondatori del collettivo. Un lavoro allucinante e allucinato in cui il classico pop di stampo chiaramente beatlesiano fa da sfondo a soluzioni violente, nervose e a tratti non propriamente melodiche. E infine il divertente e orecchiabile power pop di Velocity Of Sound degli Apples In Stereo (2002).
Gli Elf Power si inseriscono alla perfezione in questo crogiuolo di generi musicali alternativi con il loro disarmante pop di classe. Giunti con questo meraviglioso Back To The Web all'ottavo album possono vantare all'interno del collettivo una prolungata militanza che li ha portati ad acquisire una solidità e una maturità invidiabile. Nemmeno troppo vagamente psichedelici, fieri di essere apprezzati solo da una ristretta nicchia di fans, pronti sempre a sperimentare stando comunque attenti a non intaccare il delicato equilibrio della forma/canzone, sanno regalare delle emozioni vere e uniche. Ascoltare le prime tre tracce di questo album per credere: la pulizia stilistica rara e delicata degli arrangiamenti - assolutamente originali e meno power che in passato - e la scelta delle melodie - ipnotiche, semplici e intense - frutto lampante del genio di Andrew Rieger, fanno di Come Lie Down Whit Me, An Old Familiar Scene e Rolling Black Water una tripletta che fa quasi gridare al miracolo. Il disco scivola via leggiadro alternando ai pochi episodi sbarazzini (Peel Back The Moon, Beware! e All The World Is Waiting) i frequenti momenti cupi (The Spider and The Fly e la successiva Forming). L'album si chiude con l'ipnotica, martellante e angosciante title track. Un altro (l'ennesimo) gioiellino. Dispiace solo non ritrovare in questa ultima fatica deli Elf Power la spontaneità e l'improvvisazione tipiche dei precedenti dischi. Sembra quasi che in studio si siano strizzati un po' troppo le meningi per dotare l'album del famoso "filo conduttore che rende compatto il lavoro" perdendo leggermente di vista un altro aspetto importante: il divertimento. Un bene o un male? Di sicuro questo succede solo alle band più mature.

www.elephant6.com                  www.elfpower.com
voto 8
Teddi
postato da: teddi82 alle ore 08:18 | link | commenti (1)
categorie: elf power


Heracleum blog & web tools