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venerdì, 03 marzo 2006

EELS - BLINKING LIGHTS AND OTHER REVELATIONS (2005 Vagrant)
eelsE’ con colpevole ritardo che mi accingo a parlare di questo meraviglioso gruppo di Los Angeles e di questo superbo doppio album. Nel mio ipotetico classificone di fine anno (lo hanno fatto tutti tranne Buone Frequenze) gli Eels si sarebbero scontrati con gli Offlaga Disco Pax e mi avrebbero messo in serie difficoltà nel decidere il migliore album dello scorso 2005. Meglio così. E poi che accostamento stonato gli Offlaga con gli Eels: è come chiedere a qualcuno se in termini assoluti preferisce bere birra o il caffè. Si, sono due bevande, ma che cazzo c’entrano l’una con l’altra?
Dopo averlo ascoltato qualche mese fa (non mi ricordo nemmeno bene quando di preciso), non mi resi immediatamente conto del capolavoro che avevo tra le orecchie. Mi ero semplicemente limitato a riflettere sulle atmosfere da sogno che l’album sapeva creare e, forse intimorito dalle 34 tracce, vergognosamente demotivato e svogliato, lasciai cadere Blinking Lights and Other Revelations nel dimenticatoio. Ora me ne vergogno perché non capire immediatamente che questo disco è un capolavoro, o che almeno è ciò che più riassume la mia idea di “musica bella”, è da addormentati. Ma forse è stato meglio così: ho avuto il piacere di subire un lento avvicinamento a questo disco senza quasi accorgermene, senza mai decidere io di ascoltarlo. Tanti piccoli episodi dettati dal caso lo hanno quindi prepotentemente riportato nelle mia orecchie e, subdolamente lo hanno impiantato nel mio povero e arrugginito cervello. Quasi che gli Eels siano riusciti a dare vita e volontà ad una entità artificiale. Quasi che io sia diventato l’oggetto e il disco l’entità capace di vita e di morte sul sottoscritto. No, non ce la faccio a non scriverla, ecco una classica frase inutilmente roboante che sa di sentenza da quattro soldi (almeno me ne rendo conto però!): sono gli Eels che decidono quando essere ascoltati e non sono io che decido quando  ascoltare il loro album. Forse, anzi sicuro come la morte, come al solito sto esagerando e molti di voi si staranno facendo due risate alle mie spalle (bastardi!), ma queste 34 canzoni me le ritrovavo e me le ritrovo ancora ovunque. Nelle mie playlist fatte a caso sul pc, nell’i-pod, nell’autoradio, nella compilation fatta a qualche mio amico che poi mi viene a dire “che fichi ‘sti Eels, chi sono?!” e io imbarazzato “bhooo..”, nella mia testa (ovvero sempre il mio povero cervello di cui sopra) che decide di farmi fischiettare da un momento all’altro, a tradimento, un motivetto che proprio non conosco e che poi ma guarda cazzo è vero, sono gli Eels! Nei vari siti e blog musicali e riviste specializzate, dove sistematicamente mi imbattevo in una loro biografia o nella recensione di un loro album che naturalmente (ancora vergogna Teddi) non leggevo e che oggi sto andando a ricercare con la coda tra le gambe! Ovunque potessi ascoltare della musica. Insomma: oltre che a non conoscere affatto il gruppo (e va be’ non si può ascoltare tutto, anche se gli Eels non sono nemmeno un gruppo di nicchia, quindi piccolo mea culpa) mi ci sono quasi impegnato ad evitarli. Per fortuna alla fine non ce l’ho fatta.
Conscio del fatto di non avervi assolutamente parlato né del gruppo, né del disco (a questo punto mi sembra superfluo), ma di avere usato questo blog per riflessioni e tentativi di auto-psicanalisi spicciola, che più spicciola non si può, vi saluto.

http://www.eelstheband.com/
recensito da Teddi
postato da: teddi82 alle ore 15:59 | link | commenti
categorie: eels


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