Rilassatissimo, in pace col mondo, un po’ assonnato per non dire rincoglionito. Ecco come mi sento dopo aver ascoltato per intero questo ultimo CD dei Devics. Mi sento le orecchie più delicate, quasi da proteggere, in questo preciso istante non ce la farei a mettere su gli Strokes, o i Gogol Bordello. Mi sa che stacco tutto e me ne vado a dormire.. Eh eh! Scherzi a parte, devo ammettere che i Devics sfornano proprio un bell’album, dolce, tenebroso, sfumato, lento e romantico. La favolosa voce di Sara Lov balla disinvolta sulle linee melodiche create da Dustin O’Halloran (a mio modesto parere un mezzo genio della composizione), le delicate tracce di pianoforte (più presenti rispetto ai precedenti lavori) sono perfette, le sfumature elettroniche, ora impercettibili, ora più marcate sono quasi sempre messe al punto giusto. Solo che la formula è praticamente sempre la stessa per ognuno dei dieci brani dell’album: la dinamica ne risente parecchio, si ha la netta impressione (so di risultare qualunquista) che ascoltata una delle (pur sempre bellissime) tracce, ascoltate tutte. Ben venga: può anche accadere che in un album le canzoni siano tutte simili e brutte (come ad esempio in questo album e in quest‘altro album), ma la tentazione di etichettare “Push The Heart” come album-soporifero è forte. Fortissima. Mi trattengo dalle mie classiche sparate a zero (oltre che per l’effetto benefico e rilassante dovuto all’ascolto dell’album in questione) perchè credo che parte del giudizio riguardo ad una canzone, involontariamente, dipenda da come e dove viene ascoltata quella determinata canzone o quel determinato disco. Provate allora a cullarvi con la vostra lei o col vostro lui sulle note di questo cd. Allora si che capirete se i Devics hanno fatto veramente un bell’album romantico o semplicemente palloso. Rimane il fatto che i Devics fanno buona musica, di classe ed elegante.http://www.devics.com/