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domenica, 26 marzo 2006

DAVID GILMOUR - ON AN ISLAND (2006 Capitol)
COVERSarebbe stato facile scrivere due parole su questo album. Anzi facilissimo. Belle atmosfere, assoli favolosi, soluzioni di gran classe ecc. ecc.. Ma non è così. Questo disco è di David Gilmour, le tastiere sono suonate da un certo Richard Wright, e io, che sono cresciuto a pane e Pink Floyd, non posso astenermi dall'affrontare i soliti (e inutili?) paragoni col passato. Sia per una questione di puro e macabro divertimento che per una sorta di dovere morale. Se ti chiami Gilmour è normale che le aspettative siano alle stelle.
Il disco è aperto da Castellorizon, brano strumentale che si affanna inutilmente a ricreare le vecchie atmosfere floydiane prendendo spunto qua e la  tra l'intro di Wish You Were Here e Shine On You Crazy Diamond. Presenti anche i rintocchi delle campane, suono e relativo argomento caro a Gilmour (The Division Bell). Si ha la sensazione molto forte (purtroppo filo conduttore di tutto il disco) che siano quattro minuti di chitarre fini a se stesse. La title-track invece è uno dei pochi brani che riesce ritagliarsi una sua dignità compositiva. Canzone robusta e allo stesso tempo delicata, a tratti  evocativa, a tratti leggera, col grosso merito di non scadere nella goffa imitazione del passato. Seguono una soporifera The Blue, una Take A Breath degna di A Momentary Lapse Of Reason, una strumentale Red Sky At Night costruita intorno a un sax noiosamente protagonista, una inutile This Heaven nemmeno troppo vagamente blueseggiante, una Then I Close My Eyes ancora strumentale semi-acustica, ma stavolta gradevole, una Smile che finalmente riesco ad apprezzare con la sua dolcezza e con il suo arrangiamento alleggerito e intimista. Gli ultimi due brani sono A Pocketful of Stones e Where We Start. Due belle canzoni che comunque non riescono a risollevare le sorti di un disco che sembra non arrivare alla sufficienza.
Insomma una grossa delusione per un album che sicuramente avrei apprezzato di più se non fosse stato creato da chi è stato creato. Mea culpa e ammissione di mancanza di oggettività. Un curiosità: i testi di questo On An Island sono stati scritti dalla moglie di Gilmour (che aveva già collaborato ad alcune delle liriche di The Division Bell).

www.davidgilmour.com

recensito da Teddi
postato da: teddi82 alle ore 15:01 | link | commenti (7)
categorie: david gilmour


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