Da qualche tempo ne sentivo parlare un gran bene e così non potevo non andare ad ascoltarmi l’album d’esordio di questa simpatica band americana. L’album, alla faccia delle case discografiche, è esploso in rete soprattutto grazie al “passa parola” dei primi pochi fans. Poi, nel giro di poco tempo, ecco che i Clap Your Hands Say Yeah si fanno notare oltre che negli States anche in Europa. Ho apprezzato soprattutto la loro spontaneità, l’aggressività sbarazzina degli arrangiamenti mai sbagliati e il loro carattere da band vissuta (che peraltro non sono). Sono rimasto felicemente sorpreso dal brano che apre il disco, una specie di cantilena sporca (che sembra scritta dai Fiery Furnaces) sorretta da un tappeto di organi, di tamburi e di voci (anzi di urla). Mi è piaciuta molto “Details of the war“, romantica, delicata; per dare un tocco folk c’è anche un’armonica ad accompagnare le varie tracce di chitarre che si intrecciano con disinvolta naturalezza. Fantastica “Upon thiswave of young blood” l’ultima traccia di un album che viene chiuso in bellezza. Non mi ha convinto troppo qualche canzone (Over and over again), ma è un male minore dato che pochi artisti sparano un album perfetto all’esordio. Reputo del tutto inutili i due intramezzi strumentali da un minuto l’uno: appaiono quasi dei mezzucci per riempire il più possibile il disco, non era meglio forse inserire un altro pezzo? Ma va bene lo stesso, queste sono solo sfumature dettate da opinioni personali. Il giudizio non può che essere positivo. (2005 - Wichita)