Mettiamola così: non avendo ascoltato i precedenti lavori dei nostri, e in primo luogo quel A man with a movie camera che da più parti leggo essere considerato un gioiellino, mi approccio a Ma fleur con l'innocenza e la curiosità di un bambino attratto dall'ambiguità di fondo di un simile album, definito qua e là al contempo jazz, soul, elettronico, soft-rock. Musica rarefatta ma perlopiù non vacua, dove i colori si combinano delicatamente, con chirurgica cognizione di causa; musica dilatata ma non necessariamente piatta, in grado di distillare qualche buona emozione. Peccato per la sensazione di reiterazione, di già sentito, che affiora di quando in quando: forse connaturata all'estetica e al metodo dei nostri (interessante a questo proposito l'analisi del buon Scaruffi), forse evitabile con un pizzico di sagacia. 11 pezzi latamente sui generis, in bilico fra canzone e colonna sonora, che magari non hanno lo smalto di quelli che li hanno preceduti ma che un ascolto lo meritano.
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Voto 6
Fulgentio