Questo è un album esemplare, nel senso che esemplifica come esasperare i propri connotati possa portare a risultati opposti a quelli sperati. In questo caso alla noia: al di là di una scrittura senza infamia e senza lode, al di là di un equilibrio misuratissimo fra elettricità ed acusticità, non riesco a tacere di come la pacatezza della Bruni, affascinante sulla "breve distanza" del singolo, risulti alla lunga noiosa. Anche gli album hanno una loro economia, ma la nostra - per certi versi miracolata quattro anni fa dal successo di Quelqu'un m'a dit - si direbbe non essere interessata alla faccenda: gli 11 pezzi, che muovono da alcuni fra i più grandi poeti anglosassoni (per la cronaca: Emily Dickinson, Dorothy Parker, William Butler Yeats, Christina Rossetti, Wystan Hugh Auden, Walter De La Mare), finiscono per trascinarsi l'uno con l'altro. Peccato.
www.carlabruni.com
Voto 5,5
Fulgentio