Ascoltate questo album perché è bello. E’ bello sotto ogni punto di vista. Partendo dagli arrangiamenti: pomposi, ossessivi, ricchi di influenze etniche, jazz ed elettroniche. Passando per le liriche: deliranti e pungenti. E Concludendo con due o tre canzoni in particolare che da sole valgono il prezzo del disco. Nella prima parte di Ovunque Proteggi troviamo un Capossela in gran forma: “Brucia Troia” e “Dalla parte di Spessotto” sono due brani all’altezza della fama dell’artista, confusi, ritmati e deliranti. “Medusa cha cha cha” è una canzone che fa da confine tra la prima parte del disco, musicalmente più allegra e ballabile, e la seconda parte dove Capossela sembra quasi rilassarsi: le musiche prima nervose ora appaiono più riflessive e più intime (la stessa “Ovunque Proteggi“ e “Ss. dei naufraganti“ ispirata a Moby Dick), perfette per accompagnare le liriche pacate (ma sempre caoticamente poetiche) romantiche, a volte quasi struggenti. “Dove siamo rimasti a terra Nutless” è un gioiello ubriaco. Basta ascoltarla una sola volte per poter cogliere tutta la sua semplicissima bellezza: prima solo un pianoforte e la voce ruvida di Vinicio Capossela che racconta in maniera anche abbastanza scarna della disillusione per il futuro e della noia in cui si è adagiata una storia d‘amore, poi all’improvviso il ritornello che non te l’aspetti, accompagnato da un arrangiamento spensierato che fa da supporto a queste parole “Buttarci a piedi pari nella vasca del campari”. Che bello interrogarsi se un uomo sia un genio o un matto e arrivare alla conclusione che tanto è la stessa cosa! http://www.viniciocapossela.it/