Tutto sommato pallido, questo debutto di Ayo. La tedesca (di origine nigeriana) di "Down on my knees" pubblica 12 tracce curate - per carità - ma prive di scossoni, di emozioni forti, e questo sia sul piano della scrittura che su quello degli arrangiamenti. Il tutto si colloca all'insegna di un'elettricità godibile, ma probabilmente troppo composta: è difficile restare davvero colpiti da qualcosa, se si eccettua forse l'hammond. E i ritmi in levare? Gradevoli, ma solo epidermicamente. Per non parlare di una voce che si direbbe promettere molto senza a conti fatti mantenere più dello stretto indispensabile... Avanti il prossimo.