Cercavate un disco che vi proiettasse in qualche torrido paesaggio statunitense da cartolina ? Un disco che vi facesse sentire nel bel mezzo di qualche scena on-the-road di un immaginario film di Tarantino ? Be', cari miei: l'avete trovato. Questo "Arizona Amp and Alternator", della omonima band americana (c'era bisogno di precisarlo ?), mette in campo la bellezza di 18 pezzi in bilico fra buon gusto e retorica. E' vero che gli arrangiamenti coniugano intelligentemente l'eleganza con la semplicità, combinando fra loro l'elettricità moderata delle chitarre e la delicatezza delle tastiere, l'essenzialità della sessione ritmica ed il calore di una voce mai sopra le righe. E' vero anche, però, che il risultato di simili sforzi ha il sapore di una riproposizione nostalgica piuttosto che di una genuina forma d'espressione, senza peraltro manifestare più di tanto quell'autoironia che non guasta mai in questi casi. Si apprezza il risultato, meno le intenzioni: un album così non rischia di "scivolare via" troppo in fretta ?