Che dire di questo gruppo? Prima dell'uscita del disco ebbi la fortuna di ascoltare qualche loro brano che girava già in rete e pensai, di primo impatto, che erano un bel gruppo e che mi sarei sicuramente procurato l'album, non appena gli Arctic Monkey (un mese fa ancora una delle tante band underground senza contratto) avessero trovato una casa discografica. Anche loro, come i Clap Your Hands Say Yeah, sono infatti venuti fuori grazie al passaporola dei fans ed oggi in breve tempo, nel bene e nel male, sono un po' sulla bocca di tutti i critici del settore musicale. I pareri sono però piuttosto discordanti: c'è chi li propone come "gruppo rivelazione" aggiungendo che "c'era bisogno finalmente di qualcosa di nuovo" e c'è chi si è sentito male sin dal primo ascolto reputando il disco degli Arctic Monkey un flop dalle dimensioni gigantesche. Sforzandomi non poco, data la mia tendenza (da adolescente) a sbilanciarmi e a prendere sempre posizioni nette quanto azzardate, mi voglio porre nel mezzo senza osannare nè demolire questo disco. Perchè Whatever People Say I Am That's What I'm Not (questo il titolo completo) è pieno di bei pezzi divertenti, freschi e a volte semplicemente belli (su tutti Mardy Bum). Perchè chi ha paragonato gli Arctic Monkeys ai Beatles e ad altri grandi del passato è uno che ha delirato e che ha fatto incazzare me e l'amico Guido (apertamente schierato per il "flop"). Perchè ogni gruppo, o singolo artista musicale, deve essere sempre preso per quello che è, tenendo sempre in considerazione ciò che può essere in grado o meno di produrre: cioè, nella fattispecie, un gruppo giovane, dinamico, piuttosto interessante, come ce ne sono a migliaia nel mondo.