Sascha Ring prova a fare il furbo, ma a conti fatti gli va male: mi trova d'accordo il buon Vianello di Ondarock, quando scrive che questo Walls vive di idee pallide trascinate per 13 pezzi, di soluzioni altrui combinate con mestiere. Il merletto elettronico del nostro, tendente allo strumentale, si pretende affascinante quando a ben guardare risulta spesso inconsistente: inserti acustici già sentiti, pieni e vuoti gratuiti... persino direzioni incerte? Se si esce dall'ambito del sottofondo, la luce riflessa abbaglia solo raramente.
Voto 5
Fulgentio