Un album senza senso. Rock spigoloso ed elettronica quadrata si fondono insieme per dare alla luce dieci pezzi noiosi, gratuiti, inconsistenti: qualche guizzo creativo qua e là – fattosi largo tra mille, irritanti bluff – può poco nell'economia di questo The golden foretaste of Heaven, arenatosi su se stesso in virtù di chissà quale percorso intrapreso da Empire. Non ci resta – sulla scia del buon Mauro Roma di Ondarock - che sperare nel futuro.