"Radio" Killed Radio Stars
Non ho saputo resistere alla tentazione di parafrasare i Buggles: è che riflettendo sugli ascolti di questa pacata estate 2006 sono giunto a conclusioni che necessitano di essere sdrammatizzate. Il tutto è partito dalla curiosità infantile di stabilire quante e quali canzoni, diciamo da giugno in avanti, mi sono ripetutamente sorbito tra Firenze e Perugia in compagnia della mia malridotta autoradio: sono rimasto basito nel constatare che, rifacendomi ad una manciata di solide radio su scala nazionale, stringi stringi non c'è stato verso di superare i 15/20 pezzi. E che pezzi! Pronti per la Top Ten ?
- In testa a questa tragicomica sfilza di hit non può che esserci One, che gli U2 hanno pensato bene di dare in pasto a M.J. Blige: doverne parlare vuol dire sparare sulla Croce Rossa. E' incredibile come si possa distruggere una splendida canzone, benché inflazionata; è persino più incredibile come nessuno se ne sia accorto, e anzi: fa un certo effetto sentire vari DJ, presentatori e galoppini lanciarsi in elogi iperbolici di quella che ha tutta l'aria di essere la Corazzata Potemkin "de noartri": ovvero "una cagata pazzesca".
- Al secondo posto Happy Hour di Ligabue, il quale - verrebbe da dire - l'ha pubblicata dopo aver scommesso con i suoi: - Volete vedere che riusciamo a guadagnare con il nostro pezzo più brutto di sempre ? - Insulso, retorico, sgangherato: non vado oltre, anzi no: vi invito a riflettere su che potere abbia raggiunto l'apparato pubblicitario.
- Al terzo posto Paris Hilton, che in Stars Are Blind ci canticchia "io potrei essere la tua confidente"... La canzone è a dir poco ridicola, il personaggio inconsistente (anche sul piano erotico: non se li è mica inventati lei, i pompini), eppure l'ingranaggio non fa una piega: in rotazione perenne.
- Al quarto posto Crazy di Gnarls Berkley: divertente, la prima volta. Forse anche la seconda. Un po' meno la terza. Alla milionesima tutto 'sto divertimento è andato a noia, ma non sia mai che la si sostituisca con qualcos'altro.
- Al quinto posto You you you di James Kakande: mi dicono di essere stato fortunato nell'averlo schivato al punto di piazzarlo solo qua. Che ricca consolazione...
- Al sesto posto Malo di Bebe: uno schiaffo - retorico, si capisce - all'autentica musica dal sapore latino. E' l'equivalente - che so ? - di un fantomatico McMenù messicano: quanti lo prenderebbero una seconda volta ?
- Al settimo posto Mas que nada di Mendes & Black Eyed Peas: furba, certo. Però dopo che l'hai ascoltata un centinaio di volte i trucchetti del mestiere li hai scovati tutti.
- All'ottavo posto Stop! Dimentica di Tiziano Ferro: l'apoteosi dell'inconsistenza. Ovvero: come portare avanti una canzone che non ha un testo, non ha una struttura sensata, ecc. ecc. Se durasse trenta secondi non se ne accorgerebbe nessuno.
- Al nono posto Hips don't lie di Shakira & Wyclef Jean: la colombiana dei nostri sogni porta a casa un nuovo record di tamarraggine da "commedia dell'arte", in linea con lo spirito del pezzo.
- Al decimo posto Il mondo nuovo di Neffa, un altro mago nel portare avanti per dei lunghi minuti un pezzo che alla battuta 48 ha già finito di dire quello che poteva. Più di altre volte si ha la sensazione che il nostro si sia sforzato di marcare questa seccante ripetitività.
Sono buono e vi grazio, ma sappiate che potrei continuare con Negramaro, Bob Sinclair, Francesco, Eros Ramazzotti, RHCP, Gianna Nannini, Zero Assoluto, Raf, Piero Pelù, Zucchero... e praticamente STOP.
Ora ditemi perché. Ditemi: perché queste canzoni ? Perché solo queste canzoni ? Perché sempre e solo queste canzoni ? Alcune di esse rappresentano il peggio del "sistema musica" di oggi; alcune di esse, se fatte circolare da un esordiente, vorrebbero dire la gogna a vita. Nel migliore dei casi stiamo parlando di "buoni prodotti", più che di buona musica: è la mia ingenuità a parlare, ci mancherebbe, ma del resto se non parla ora, a vent'anni, quando dovrebbe farlo ? E la musica non dico buona, ma almeno discreta, davvero non c'è verso di passarla per radio ? Magari a piccole dosi, così da variare, persino da incuriosire l'ascoltatore, che potrebbe convenire che a Ligabue e Paris Hilton è preferibile qualcos'altro: magari - bestemmia ? - uno dei tanti gruppi emergenti, se non sotto-emergenti, che si fa in quattro per promuovere la propria musica senza riuscire ad andare oltre il proprio condominio, o quasi. "Radio" killed radio stars. Il file-sharing ? Al massimo un complice di second'ordine...
Fulgentio