POSTESTIVO e GINO
Domani me ne vado al mare fino a settembre. San Benedetto del Tronto. Lascio una Perugia piena di musica e gente per Umbria Jazz e vado in un altro posto. Allo stesso modo stracolmo di persone e di musica. Solo che è un po' diverso. Razionalmente non preferirei mai una spiaggia col mare sporco, piena di famiglie del cazzo e di bambini urlanti, di tamarri provenienti da tutto il centr'italia, di discoteche e d'altoparlanti che sparano tormentoni estivi al clima da favola che si respira in questi giorni a Perugia. Ma basta poco a sbriciolare la mia quasi inesistente razionalità: sono tutto gasato alla sola idea di scavalcare insieme alla mia utilitaria tedesca questi cazzo di appennini dei miei coglioni. Godo tantissimo nello scervellarmi nello scegliere le playlist e gli album da ascoltare là. Ancora di più nel sapere che là, per più di quaranta giorni, mangierò solo pesce. Provo orgasmi mentali intensissimi alla sola idea di farmi quella dozzina di vomitate etiliche in compagnia dei soliti noti della riviera. Bacerei in bocca il papa (robba che mi ci sta..) pur di non rinunciare ai miei avventurosi e interminabili giri in canoa (coperti ben 200 metri - andata più ritorno - nel periodo di mio massimo splendore atletico, risalente all'estate '05). Dimenticavo che là posso andare in bicicletta, che è il mio mezzo di locomozione preferito. Qua no.
- Meglio il SoundLabs di Roseto degli Abruzzi (a pochi km da là) che l'Arezzo Wave (a pochi km da qui)?
- La prima estate da single (per scelta) dopo tempi immemorabili. Sarà come la prima estate dopo la maturità?
- Ci vado o non ci vado al concerto dei Pooh ad ascoli (a pochi km da là)? Sono un loro fan e non ho mai avuto l'immensa gioia di vedere Stefano, Dodi, Red e Roby dal vivo. (solo Dodi Battaglia ha un sito ufficiale, il bassista Red Canzian tuttavia nel 1992 ha scritto un libro, un "Pratico manule sulla coltivazione".
- Riflessione amara sul fatto che due miei amici sono andati a vedersi il concerto di Brad Mehldau e del suo trio qua ad Umbria Jazz, a trecento metri in linea d'aria dal mio pc, mentre io sto qui a scrivere stronzate (proprio dentro allo schermo del mio pc) e a vedere (ma attenzione, non a sentire) quel gran chitarriere di Poggipollini che saltella, muove i capelli lunghi, si apre la camicia, fa il fico e delizia il favoloso pubblico del festival bar con un poderoso riff in playback. Poggipollini. Non ho capito un cazzo della vita. E della serata, soprattutto.
- Il blog verrà aggiornato meno frequentemente. Sicuramente scriverò post-cazzata scevri del tutto di contenuti musicali. Nel frattempo vi informo che mi sono letteralmente innamorato delle Pipettes - cercate qualche loro album (io c'ho We Are The Pipettes) scaricatelo, rubatelo, fate come vi pare, ma ascoltatele, saranno il mio personalissimo tormentone demenziale, allegro e spensierato dell'estate - e dei Mojave 3. Anche per loro amore a primo ascolto.
Teddi
Gino all'ultimo momento ha perso il posto. L'estate del '60, c'è il governo Tambroni, dei disordini a Reggio Emilia, cinque o sei cittadini uccisi dalla polizia, e Gino era triste. Trova una bella ragazza e se ne vanno in Sicilia, in un piccolo villaggio nel cuore del Mediterraneo: il sole, l'amore, lo iodio, il corpo.Quando tornerà a Milano, alla fine del mese, avrà in tasca a malapena gli spiccioli per il filobus. Ma anche un foglietto, sul quale ha scarabocchiato alcune note, queste:
"Quando sei qui con me
questa stanza non ha più pareti
ma alberi, alberi infiniti
Quando sei qui vicino a me
questo soffitto viola no, non esiste più
Io vedo il cielo sopra noi
che restiamo qui, abband..."