PIETRA MILIARE
CREUZA DE MA (1984 Fabrizio De Andrè)
"E' meglio pentirsi di aver fatto qualcosa, piuttosto che di non averla fatta": era citando Machiavelli che DeAndré chiudeva quella mezz'ora di documentario, realizzata per Mixer nello stesso '84, nella quale era lui stesso, in prima persona, a parlare del suo Creuza de Ma. Sapeva benissimo che non aveva nulla di cui pentirsi, giacché quelle sette canzoni avevano pressoché raggiunto l'intoccabilità: forti di testi suggestivi tanto nell'ironia quanto nel dramma, potevano contare su di una musica curatissima nella sostanza quanto negli arrangiamenti, e ciò anche in virtù della stretta collaborazione con Mauro Pagani. Creuza de Ma era consapevolmente avanti, o forse - per meglio dire - fuori dal tempo: mediterraneo ancora prima che questo diventasse un cliché; vivo - e a tratti vivido - nei contenuti sempre attuali, ma mai banali, circa i quali il nostro scriveva con un'intelligenza ed una sensibilità straordinarie; perfetto anche da un punto di vista tecnico e tecnologico, frutto felice dell'incontro fra perizia in studio, da una parte, e ricerca filologica di determinata strumentazione (anche mediterranea, appunto) dall'altra. In una parola ? Intramontabile.
Fulgentio