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martedì, 07 marzo 2006

CESARE BASILE - HELLEQUIN SONG  (2006 Mescal)
Introduzione dove finisco col parlare male di San Remo
maffonieeCon le orecchie ancora intasate dall’immondizia sanremese (ad esclusione di Ivan Segreto, L’aura, Ron, Noa e pochi altri che ho paura di dimenticare) questo album mi sembra un miracolo. Una bella pulizia di orecchie con della buona musica italiana era d’obbligo. Si perché la musica italiana è questa. Non quella del giovane Maffoni, il vincitore appunto della categoria giovani (simpatico incrocio tra Vasco, Ligabue e un topo che io ingenuamente ho creduto un imitatore/cabarettista ingaggiato per far salire gli ascolti), come i vari e cari media vorrebbero farci credere (pensate alla mia faccia quando ho saputo che poi ha vinto!). Non la scintillante, patinata e imbalsamata Anna Tatangelo con quel pezzo che non ci crede nessuno che il testo glielo ha scritto Mogol per quanto è banale, brutto e scontato. La musica italiana e il cantautorato italiano ancora da far conoscere a molti appassionati di musica è rappresentato egregiamente da artisti come Cesare Basile. Non che sia un emergente, tutt'altro: il suo precedente album Gran Cavalera Elettrica, accolto molto bene dalla critica, è stato portato in tournè in Italia e in Germania per ben tre anni e il nostro cantautore catanese non è poi così giovane. Poi purtroppo (o per fortuna?) ed è cosa tristemente(?) nota, la qualità non sempre porta alla notorietà e artisti di alto valore come il nostro Basile sono conosciuti ed apprezzati soltanto dalla solita nicchia di appassionati. Tutti gli altri sull'attenti davanti alla tivvù e pronti a dire bbravibbellibis ai promettenti giovani del Festival della Canzone Italiana. Sarebbe più corretto e onesto aggiungere l'aggettivo Scadente al sostantivo Canzone, tutto allora avrebbe molto più senso e io non starei qui a rompere i coglioni. San Remo: il Festival della Canzone Scadente Italiana. Ma non sarebbe giusto nei confronti di quei poveri pochi cantanti di valore (masochisti) che decidono di portare la loro musica  (vedi il bravo Ivan Segreto) in pasto a giurie popolari troppo rincoglionite dalle musichine delle pubblicità televisive per avere gusti musicali che si possano definire tali.
Hellequin Song
basileVenendo ad Ellequin Song posso dirvi che non è un album che scivola via piuttosto facilmente. E non è una pecca. Piuttosto è una qualità che il bravo Basile ha saputo infondere al suo disco attraverso una scelta a mio giudizio oculata degli arrangiamenti di tutti i pezzi: sempre sperimentali, innovativi, ben strutturati e mai di cattivo gusto. L'album si apre con Dal Cranio, brano duro e crudo nelle liriche dove la maetosità dei timpani si mischia alla delicatezza dell'arpeggio di una chitarra acustica. Si passa poi dalle atmosfere classiche rette dal pianoforte jazz di Finito Questo o della bellissima Usa Tutto l'Amore che Porto condito da una malinconica fisarmonica, ai suoni sintetici e un po' aggressivi di Fratello Gentile. Mai un momento di ripetitività, mai melodie palesemente ricorrenti, e soprattutto (cosa importante e non facile data la natura articolata del disco) senza che l'omogeneità dell'intero lavoro venga mai scalfita.  Insomma viene mantenuto sempre intatto il filo conduttore e l'identita dell'album senza rinunciare a sperimentare (e quindi a rischiare) soluzioni non perfettamente classiche. Una pura esaltazione della materia prima: cioè la canzone nuda e cruda. Inoltre Basile ha recentemente dichiarato in una intervista (che ho letto chissà dove) che le registrazioni di Hellequin Song sono durate pochissimo (se non ricordo male addirittura una sola settimana) e che il lavoro è stato svolto con grande naturalezza, quasi d'istinto. Dato il risultato, che oserei definire ottimo, un grosso punto a favore dell'estro artistico vero, immediato e sfuggente, ai danni dei lavori eccessivamente sofisticati, frutto di mesi e mesi di macchinoso lavoro in sala di registrazione, mai spontanei e mai veri perchè sporcati dall'indecisione e dall'eccessivo lavoro a tavolino.
Forse qualche atmosfera meno criptica nelle liriche non avrebbe guastato, data la generale freschezza e delicatezza delle musiche. E quattro brani interamente in inglese sono un po' troppi, ma è proprio per cercare il pelo nell'uovo. Hellequin Song è bello punto e basta. Basile.. bbravobbellobbis.
www.cesarebasile.com

recensito da Teddi
postato da: teddi82 alle ore 10:40 | link | commenti (2)
categorie: basile

Commenti
#1   09 Marzo 2006 - 03:18
 
nel mese scorso ho potuto assistere a un concerto di basile, basato appunto sull'ultimo cd... poi mi sono messa ad ascoltare per bene il cd... mi e' sembrato che le canzoni dal vivo perdessero molto, forse il loro non essere immediate che le rende affascinanti su cd le danneggia dal vivo...
in realta' io di basile preferivo i primi cd, piu' rock.. poi e' diventato sempre piu' crepuscolare, seguendo un po' la stessa metamorfosi di tiromancino e di radiohead, ovvero artisti che fanno pezzi sempre piu' belli ma sempre piu' "lagnosi" (nel senso di tristi e lenti, non nel senso di brutti)...
concordo perfettamente con l'apprezzamento per ivan segreto... mi dispiace invece avere letto una recensione cosi' negativa del precedente cd di cristicchi su questo blog, secondo me la sua e' leggerezza, non mancanza di cose da comunicare e capacita' di farlo...
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#2   09 Marzo 2006 - 11:01
 
Ciao DJ, effettivamente sono stato un po' troppo cattivo con Cristicchi! :-) Per quanto riguarda Basile non so chi si porti in tour, ma effettivamente un album del genere è bello tosto da suonare dal vivo! E' vero: certi artisti che fanno pezzi sempre più "artistici" a volte al primo impatto risultano, come dici tu, lagnosi. A riguardo il paragone coi radiohead calza a pennello, i tiromancino non li conosco per niente, a parte quei tre o quattro pezzi che negli ultimi anni sono passati per radio
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